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Equity e Bond update - Giugno 2024

Equity e bond updae giugno 2024

Nel contesto attuale, confermiamo la positività sui mercati azionari nel medio termine, in quanto
l’asset class dimostra resilienza sia ai rischi geopolitici, sia a uno scenario centrale di rallentamento, che a un’inflazione in calo ma stabilmente sopra i livelli di pre-Covid. 

Sul rischio tasso manteniamo una view positiva supportata a livello globale da una crescita in rallentamento, ma che rimane moderata, e da un’inflazione che continua a scendere. Le dinamiche inflattive sia in America che in Europa si sono rivelate più resilienti soprattutto nella componente dei servizi. In tale contesto, le banche centrali hanno reiterato l’importanza dei dati per le prossime mosse per garantire un percorso stabile del rientro dell’inflazione al target, in uno scenario che nel complesso si conferma di tassi alti per più tempo.

AZIONARIO

I mercati azionari globali nel mese di maggio hanno mostrato segnali positivi dopo le deboli performance di aprile, in un contesto di generale ripresa di fiducia da parte degli investitori, con il VIX che è rimasto ancorato su livelli storicamente bassi e vicino ai minimi pluriennali. In questo contesto confermiamo la positività sui mercati azionari nel medio termine, in quanto l’asset class ha dimostrato resilienza sia ai rischi geopolitici, sia a uno scenario centrale di rallentamento, che a un’inflazione in calo ma stabilmente sopra i livelli di pre-Covid. Nel breve non possiamo comunque escludere un generale aumento della volatilità dato un focus crescente su sviluppi politici finora trascurati dagli investitori.

Dal punto di vista geografico, manteniamo ancora un posizionamento equilibrato tra tutte le geografie. L’asset class continua ad avere il supporto degli utili dopo il rilascio di dati trimestrali positivi, sia in US che in Europa; buone anche le previsioni di crescita economica. Rimaniamo investiti sul mercato americano poiché riteniamo sia il maggior beneficiario del superciclo di investimenti in AI nonostante le valutazioni estese. Manteniamo l’esposizione in Europa per un tema di gap valutativo verso gli altri mercati sviluppati e per il miglioramento del ciclo economico. Restiamo investiti anche sul Giappone grazie ai fondamentali interessanti e al proseguimento delle riforme aziendali. Confermiamo infine l’esposizione sui mercati emergenti principalmente in ottica fondamentale e per la ripresa economica cinese.

Dal punto di vista settoriale, preferiamo negli USA un’impostazione barbell con il settore tecnologico, il quale è maggiormente legato al ciclo e ai tassi, e il settore Health Care, difensivo per natura, poiché riteniamo che i fondamentali restino supportivi. Per quanto riguarda la tecnologia, riteniamo che l’aumento di Capex dichiarato nelle trimestrali delle Big Tech continui a sostenere la crescita strutturale degli investimenti in AI. In Europa, invece, privilegiamo settori interest rate sensitive, per cui rimaniamo positivi sulle Utilities (beneficiarie di un eventuale calo dei tassi a lungo) e portiamo alla positività i Financials. Quest’ultimi, nonostante le recenti turbolenze dettate dai risultati delle elezioni politiche europee e la prospettica diminuzione del margine da interesse, potrebbero vedere un aumento delle operazioni di finanza straordinaria (M&A, IPO, Ecc.), un miglioramento sul fronte del credito e un ulteriore miglioramento dei multipli, viste le revisioni positive sugli utili e i fondamentali ancora a sconto rispetto alle medie storiche di settore.

 

OBBLIGAZIONARIO

Sul rischio tasso manteniamo una view positiva supportata a livello globale da una crescita in rallentamento, ma che rimane moderata, e da un’inflazione che continua a scendere sebbene con minor rapidità rispetto al 2023. Le dinamiche inflattive sia in America che in Europa si sono infatti rivelate più resilienti soprattutto nella componente dei servizi. In tale contesto le banche centrali hanno reiterato l’importanza dei dati per le prossime mosse per garantire un percorso stabile del rientro dell’inflazione al target, in uno scenario che nel complesso si conferma di tassi alti per più tempo. Con un primo taglio di 25 p.b. la BCE ha avviato il processo di lenta rimozione della restrizione monetaria, mentre la Fed posticipa l’avvio dell’allentamento monetario prospettando un solo taglio nel 2024.

In relativo, manteniamo la preferenza per la parte a lunga (LT) europea, dove l’inflazione è più prossima al target e la crescita (seppur in miglioramento) rimane inferiore al potenziale, confermando un approccio di accumulo progressivo di duration, senza escludere nel breve una potenziale maggiore volatilità legato alle imminenti e inattese elezioni politiche in Francia. Quest’ultime potrebbero esacerbare le preoccupazioni sulla disciplina fiscale dei Paesi europei ad alto debito, con possibili pressioni sul debito dei Paesi “periferici” che dovranno definire un percorso credibile di riduzione di deficit e debito.

Nel settore del credito, gli spread hanno consolidato sui livelli minimi degli ultimi due anni. In termini di valutazioni relative, confermiamo la nostra preferenza per il comparto Investment Grade (IG) europeo, soprattutto in ottica rischio/rendimento. Lo scenario macroeconomico è in miglioramento in Europa, supportato dai fondamentali aziendali e la riduzione del rischio di rifinanziamento, il che ha permesso l’estensione delle scadenze del debito. Nonostante spread compressi, questi fattori macro e tecnici sono tornati ad essere di sostegno per la componente High Yield Europea su cui riduciamo il sottopeso relativo, visti i livelli storicamente ancora elevati di rendimento offerti anche sulle scadenze maggiori. In coerenza con la nostra view positiva sul rischio tasso nelle nostre selezioni, stiamo progressivamente aumentando la duration, mantenendo a livello settoriale un’impostazione ancora difensiva.

Le aspettative sui tassi statunitensi, che hanno potenzialmente raggiunto il picco, supportano le obbligazioni dei mercati emergenti; inoltre il rendimento assoluto dell’asset class e il posizionamento sottile del mercato sono fattori ulteriori a supporto del debito emergente in local currency.

 

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