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title: L’EVOLUZIONE ESG NEL WEALTH MANAGEMENT
description: L’evoluzione normativa in atto in Europa stimola l’integrazione dei fattori di sostenibilità nelle decisioni e nei processi di investimento. Il Wealth Management in Italia diventa sempre più sostenibile. L’integrazione delle preferenze di sostenibilità viene ulteriormente incentivata con l’aggiornamento del questionario MiFID da agosto 2022.
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[EA SIM Magazine](https://magazine.easim.it)

# [L’EVOLUZIONE ESG NEL WEALTH MANAGEMENT](https://magazine.easim.it/levoluzione-esg-nel-wealth-management)

 Scritto da [EA SIM](https://magazine.easim.it/author/ea-sim) | 26 luglio 2022

Evoluzione normativa, il Wealth management in Italia sempre più sostenibile, e aggiornamento questionario Mifid, sono le ultime evoluzioni ESG nel Wealth Management.

In sintesi in questo articolo: 

- L’evoluzione normativa in atto in Europa stimola l’integrazione dei fattori di sostenibilità nelle decisioni e nei processi di investimento. L’Italia rappresenta uno dei mercati più sofisticati, spinto da precisi fattori esogeni;
- Il Wealth Management in Italia diventa sempre più sostenibile e la sua rilevanza strategica attira particolarmente gli interessi degli investitori. Tuttavia, secondo AIPB, vi sono ancora delle aree di intervento e miglioramento;
- L’integrazione delle preferenze di sostenibilità viene ulteriormente incentivata con l’aggiornamento del questionario MiFID da agosto 2022 nell’ambito della sezione dedicata agli obiettivi di investimento.

**La transizione sostenibile del mercato finanziario**

L’attenzione ai temi di sostenibilità, e in particolare al paradigma ESG, introduce nuove considerazioni e valutazioni circa la portata degli investimenti finanziari secondo una prospettiva non più solo tradizionale, ma anche di tipo ambientale, sociale e di buon governo societario.

Affinché la finanza sostenibile possa effettivamente costituire un cambio di regime, il mercato deve incrementare la sua **trasparenza** attraverso informazioni più dettagliate e comprensibili, ma anche aumentare la **qualità, quantità e comparabilità dei dati** sull’impatto delle attività economiche e dei rischi ambientali e sociali. La **normativa ESG**, prevalentemente europea, ha e avrà nel prossimo futuro un forte impatto positivo per gli investitori. Il Regolamento Tassonomia UE (classificazione che esplicita i criteri tecnici per cui le singole attività economiche contribuiscono agli obiettivi, ancora solo ambientali, dell’Unione Europea), la SFDR (regolamento sulla trasparenza delle informazioni di sostenibilità sia a livello generale che di prodotto) e prossimamente la CSRD (direttiva sull’informativa di sostenibilità delle imprese che andrà a sostituire la NFRD) contribuiranno ad accrescere il volume e la qualità di informazioni di carattere non finanziario disponibili e orientare in modo più consapevole le decisioni di investimento della clientela. (vedi Infografica)

**Il Wealth Management ESG in Italia**

La filiera italiana della gestione patrimoniale ritiene che la sostenibilità sia un **fattore** sempre più **preminente e distintivo** nella gestione degli investimenti, la cui rilevanza strategica attira l’interesse della clientela. Secondo un’analisi dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) sull’integrazione delle prassi ESG nel mondo del Wealth e Asset Management, nel nostro Paese è in atto una **ridefinizione del posizionamento competitivo in tema di sostenibilità** circa la gestione degli investimenti, la definizione di strategie commerciali e l’adeguamento del modello operativo.

Lo sviluppo degli investimenti sostenibili è legato alla **fiducia** che la clientela private ripone nel settore finanziario e nella sua capacità di integrare le tematiche ESG nella gamma d’offerta: **quasi il 60% crede che la finanza stia già considerando i temi ambientali, sociali e di buon governo d’impresa, mentre il 45% è convinto che questo processo di transizione sostenibile influenzerà positivamente i profitti delle imprese e quindi indirettamente i propri investimenti.** (vedi cos'è la sostenibilità nel Wealth Management)

Invece, tra le principali **aree di intervento**, da una parte vi è la necessità di lavorare sui dati e sulla formulazione di un adeguato score ESG e, dall’altra, affinare il processo di consulenza della clientela per meglio integrare le esigenze espresse anche di tipo sostenibile.

- Gli operatori sul mercato sono dunque chiamati a costruire **modelli di scoring ESG proprietari** partendo dai dati di più fornitori, completandoli con ulteriori informazioni derivanti dalle proprie attività di ricerca, engagement & voting e utilizzo di fonti alternative (tra cui anche potenzialmente il machine learning).
- La **consulenza alla clientela**, secondo AIPB, deve tradursi in uno sforzo di migliore profilazione attraverso una **valutazione accurata degli obiettivi e delle preferenze di sostenibilità** per la costruzione di un portafoglio ESG. Tuttavia, l’inclusione di queste variabili risente della complessità di valutazione dei loro impatti sul rischio e il rendimento degli strumenti finanziari, il che si traduce in una generalizzata difficoltà a includerle nel processo di consulenza.

Di conseguenza assume importanza strategica il nodo delle **competenze ESG** attraverso la definizione di programmi di formazione indirizzati alle persone del settore per sviluppare le proprie conoscenze sul tema e guidare la clientela nei processi di consulenza e di gestione degli investimenti.

Inoltre, l’evoluzione ESG del Wealth Management richiede importanti investimenti per l’**adeguamento** **dei propri applicativi** a supporto del business in modo da integrare le informazioni chiave della clientela con quelle dei prodotti disponibili e renderle poi accessibili ai private banker. Ciò permette loro di eseguire una **profilazione avanzata** dei medesimi, la costruzione di **portafogli personalizzati** e il continuo **monitoraggio delle metriche economiche e di sostenibilità**.

**Esprimere le proprie preferenze di sostenibilità: la novità di MiFID 2**

A partire dal 2 agosto 2022 troveranno applicazione le modifiche apportate alla disciplina attuativa di secondo livello della MiFID 2 e della Idd, ad eccezione delle disposizioni circa la product governance che entreranno in vigore a novembre 2022.

Una delle novità più interessanti prevede la possibilità per gli investitori di manifestare le proprie **preferenze di sostenibilità** in sede di compilazione del **questionario di profilatura**, obbligando gli intermediari a tenerne conto nell’ambito della valutazione di adeguatezza.

Il che implica di conseguenza per i partecipanti al mercato la necessità di strutturare prodotti e servizi che vadano a soddisfare le esigenze manifestate. Il cliente sarà infatti chiamato ad indicare con che intensità vuole ricomprendere nel proprio portafoglio di investimento le seguenti tre tipologie di prodotti:

- Prodotti certificati come ecosostenibili ai sensi del Regolamento Tassonomia;
- Prodotti che effettuano investimenti sostenibili così come definito dal Regolamento SFDR;
- Prodotti che tengono in considerazione gli effetti negativi degli investimenti sui fattori ESG (sempre secondo il Regolamento SFDR).

In riferimento a questi prodotti, il cliente dovrà indicare anche in che misura minima questi prodotti dovranno effettuare investimenti ecosostenibili o sostenibili o di quali PAI predilige la considerazione.

L’attuazione di queste modifiche comporterà inevitabilmente l’aumento dell’interesse e dello studio da parte della clientela del concetto di sostenibilità, pur sempre con il supporto di soggetti professionisti che, oltre a doversi occuparsi di informazione e formazione, dovranno sensibilizzare gli investitori sulle nuove potenzialità di investimento sostenibili offerte dal mercato.

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